NBA EUROPE, IL SOGNO DI ADAM SILVER SI REALIZZA: AL VIA LA RIVOLUZIONE SPORTIVA IN EUROPA
Scritto da Redazione Radio Bocconi il 17 Dicembre 2025
Essere un appassionato di basket non è necessario per conoscere la NBA: la lega americana è infatti tra le realtà sportive dall’immagine più forte e concreta a livello globale, con una tra le fanbase più numerose al mondo, conquistata sfruttando al massimo l’iconicità dei suoi giocatori e le molteplici partnership con brand di ogni genere e forma. Si tratta di un sistema perfetto, pensato e costruito per riscuotere successo su tutti i fronti: sportivo, organizzativo ed economico.
Replicare una struttura di questo tipo per importarla in Europa non rappresenta soltanto un compito difficile, ma del tutto impossibile. Le motivazioni sono varie: l’Europa non è l’America e, per quanto la NBA sia la più brillante delle vetrine per giocatori, allenatori, manager, ci si chiede se un format in cui il gioco, pur essendo il protagonista assoluto, rimane di fatto un ingranaggio – seppur il più importante – di una macchina più grande che ruota intorno a spettacolo e agli interessi economici, possa funzionare nel “vecchio continente”. Qui lo sport si fonda su principi e valori millenari, non necessariamente migliori rispetto a quelli d’oltreoceano, ma sicuramente diversi.
Un’altra problematica è legata al modo in cui un campionato organizzato dalla più importante lega cestistica al mondo potrebbe impattare sul panorama del basket europeo, che già vanta competizioni di altissimo livello, come l’Eurolega e la BCL, quest’ultima regolamentata dalla FIBA (Fèdèration Internationale de Basketball Amateur), l’ente che organizza anche europei e mondiali.
Sono proprio queste le ragioni che hanno fatto sì che si parli in modo ufficiale e concreto di NBA Europe solo ora, nonostante l’idea fosse già stata contemplata nei primi anni ’80 dall’allora commissioner NBA David Stern, e ripresa poi dall’attuale commissioner, Adam Silver, che ha fatto del progetto un vero e proprio sogno e obiettivo personale.
Nonostante, quindi, le domande rimangano ancora molte, è ormai inevitabile accettare quella che si prospetta una rivoluzione per la pallacanestro, e in generale, per lo sport europeo.
FORMAT: CIÒ CHE SAPPIAMO FINORA
L’intesa tra FIBA e NBA è massima. A fare chiarezza, infatti, sul format della nuova competizione è stato proprio Andreas Zagklis, segretario generale FIBA, il quale ha precisato che l’obiettivo non è quello di stravolgere il sistema già esistente né di replicare il modello americano della NBA – una lega a sé stante formata da squadre che giocano esclusivamente quella specifica competizione – bensì di creare un nuovo campionato europeo simile per struttura a quelli già esistenti. Le squadre che prenderanno parte alla nuova competizione dovranno dunque continuare a competere anche nel rispettivo campionato, e il calendario verrà organizzato in modo da rispettare le pause in cui vengono disputate le partite delle nazionali.
NBA Europe dovrebbe partire a ottobre 2027 e, secondo quanto detto da Zagklis, faranno parte della competizione 16 franchigie totali: 12 club fondatori, che avranno un posto garantito nel campionato, e 4 squadre che dovranno invece qualificarsi. Uno di questi quattro posti sarà riservato alla squadra vincente della Basketball Champions League (BCL), mentre gli altri tre slot verranno assegnati mediante un torneo estivo che coinvolgerà le squadre vincitrici dei campionati nazionali e le migliori formazioni di BCL che non hanno però vinto il titolo. Per quanto riguarda invece le 12 franchigie iniziali, è stato George Aivazoglou, commissioner di NBA Europe, durante il Football Business Forum, organizzato proprio dalla nostra università in partnership con La Gazzetta dello Sport, a svelare le città che si ritiene debbano avere una squadra nella lega per diritto. Queste le sue parole:
“Oltre a Roma e Milano per l’Italia, stiamo pensando a Londra e Manchester per il Regno Unito, Parigi e Lione per la Francia, Madrid e Barcellona per la Spagna, Berlino e Monaco per la Germania, più una squadra ad Atene e una a Istanbul.”
IL RAPPORTO CON EUROLEGA E IL CASO DI MILANO
Zagklis ha parlato anche del rapporto con Eurolega, facendo intendere che una possibile collaborazione tra quest’ultima e la nuova lega sembra al momento improbabile. Del resto, Eurolega ha rifiutato la fusione proposta dalla NBA nel 2024, per poi aprirsi a un dialogo con la lega americana solo dopo l’effettivo annuncio che il progetto NBA Europe si sarebbe realizzato.
Per ora, dunque, sembra che tra i due campionati sarà scontro diretto. Tuttavia, il progetto NBA, proprio grazie alla forza della sua immagine, della fanbase e alle disponibilità finanziarie di cui gode – come ricordato precedentemente – sembra partire nettamente in vantaggio.
Le motivazioni che, infatti, rendono preferibile per una squadra europea l’ingresso nella nuova competizione, anziché la permanenza in Eurolega, sono anche di natura economica: si pensi che circa i due terzi delle società cestistiche che prendono parte all’Eurolega concludono la stagione in perdita. Sulla questione era già intervenuto Ettore Messina, ormai ex coach dell’Olimpia Milano, sottolineando come il problema gravi anche su una squadra come il Real Madrid, la più vincente di sempre in Europa:
“In EuroLeague abbiamo un prodotto di altissima qualità, con un livello di gioco secondo solo ai playoff NBA, ma quando leggi che il Real Madrid perde 38 milioni di dollari in una stagione e vedi che c’è poco ricambio tra i giocatori, capisci che esiste un problema economico serio.”
QUALE FUTUTO PER LE SOCIETÀ EUROPEE?
Le prime chiamate a prendere coscienza dell’arrivo di questa nuova realtà sono state le società storiche europee, e se per alcune di queste, come Barcellona o Real Madrid, non sembrano esserci preoccupazioni, diverso è il caso di altre squadre.
Leggendo, infatti, il nome delle città in cui saranno presenti le 12 “franchigie fondatrici” di NBA Europe, il primo pensiero va alla Grecia, per Panathīnaïkos e Olympiakos; alla Turchia, per Anadolu Efes e Fenerbahçe; e alla Serbia, per Partizan e Stella rossa. Se per quanto riguarda Grecia e Turchia la questione è legata al fatto che nella nuova lega sia previsto un solo slot da “team fondatore”, mentre le società meritevoli sarebbero almeno due, il caso serbo è ancora più estremo: non è prevista la presenza di nemmeno una squadra fondatrice di provenienza serba nella nuova lega, il che sembra assurdo vista la tradizione cestistica del paese, una delle più forti in tutta Europa.
Questi, però, non sono gli unici team la cui presenza è messa a rischio. L’investimento oneroso che l’ingresso nel nuovo campionato richiede (cifre che si aggirano tra i 500 milioni e il miliardo di dollari) ha spinto l’NBA e Adam Silver a intavolare discorsi con le società storiche di calcio, lo sport più seguito in Europa. È il caso del Regno Unito, in cui si parla di un già avvenuto accordo con il Manchester United, ma anche di Milano e Parigi, dove è certo che ci siano stati incontri e relazioni tra NBA e i club calcistici del Milan e del Paris Saint Germain. Dunque, ci si chiede anche quale possa essere il ruolo dell’Olimpia Milano, squadra più titolata d’Italia, che rischia di vedersi esclusa dalla competizione per via di un progetto firmato Milan, nonostante si sia anche ipotizzata una possibile collaborazione tra le due società.
Di grande interesse è anche il tema della franchigia che dovrebbe nascere a Roma, città che al momento non ha nemmeno una squadra all’interno del massimo campionato italiano, anche se Giovanni Petrucci, presidente FIP (Federazione Italiana di Pallacanestro), ha parlato di “un’opzione concretissima” legata a un facoltoso imprenditore.
In attesa di scoprire quali saranno i risvolti di questa rivoluzione, non resta altro che prendere coscienza dell’imminente cambiamento, perchè una cosa è ormai chiara: questa volta NBA Europe si farà, anche a costo di vedere escluse le grandi protagoniste del basket europeo.