Radiohead di nuovo in tour dopo sette anni di assenza: come suona quello che ci manca

Scritto da il 18 Novembre 2025

Il 2025 è stato sicuramente un anno di grandi ritorni: dopo gli annunci di Oasis e I Cani, una mattina di settembre ci siamo svegliati con la notizia che anche i Radiohead sarebbero tornati su un palco dopo sette anni di assenza.

Non un nuovo album, ma un tour in Europa completamente sold out, che ha toccato anche l’Italia. Quattro le date a Bologna (più precisamente all’Unipol Arena), che ha accolto fan provenienti da tutta la nazione e oltre, la prima il 14 novembre.

L’attesa è finita.

Il palco è circolare, chiuso in una gabbia nera, quasi fosse un oggetto non identificato comparso misteriosamente al centro del palazzetto. Il pubblico lo circonda, si avvicina sempre di più, fino a quando le luci si spengono e il brusio cessa. La gabbia inizia a illuminarsi a intermittenza, un pannello alla volta, rettangoli di luce che dividono in cornici il parterre gremito di fan, che urlano non appena la luce è proiettata su di loro. In un boato di grida e applausi, i Radiohead arrivano sul palco, la struttura si alza e il concerto si apre con Planet Telex.

L’atmosfera è onirica; sugli schermi che circondano il palco sono proiettati strani giochi di luce che si mischiano col sound non convenzionale di una band che ha riscritto i canoni del rock.

Thom Yorke non è di tante parole, fatta eccezione per qualche “grazie” tra un brano e l’altro, ma si dimostra vicino ai fan spostandosi da un opposto all’altro del palco per suonare ogni volta uno strumento diverso. I suoi movimenti convulsi, tra vortici elettronici e ritmi ossessivi, accompagnano i testi struggenti.

Il pubblico non canta: ascolta, trasognante, in silenzio, per poi manifestare tutto il proprio calore alla fine di ogni brano. La scaletta è un crescendo, da No Surprises a Weird Fishes, da Everything in Its Right Place a Idioteque, ma è con l’encore che il pubblico si unisce in un unico coro per la catarsi, rendendo ancora più emozionanti le tanto attese Fake Plastic Trees, Let Down e Just. Chiude il set Karma Police, ultimo grido liberatorio, e le luci si accendono.

Un’ondata di nostalgia che ha travolto la nostra realtà sempre più veloce.

 

Setlist

  1. Planet Telex
  2. 2+2=5
  3. Sit Down. Stand Up.
  4. Bloom
  5. Lucky
  6. Ful Stop
  7. The Gloaming
  8. There There
  9. No Surprises
  10. Videotape
  11. Weird Fishes/Arpeggi
  12. Everything in Its Right Place
  13. 15 Step
  14. The National Anthem
  15. Daydreaming
  16. Subterranean Homesick Alien
  17. Bodysnatchers
  18. Idioteque
  19. Fake Plastic Trees
  20. Let Down
  21. Paranoid Android
  22. You and Whose Army?
  23. A Wolf at the Door
  24. Just
  25. Karma Police

 


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