Eurovision 2025: Lucio Corsi porta l’Italia in finale con il suo stile unico 

Scritto da il 17 Maggio 2025

Eurovision è libertà. Eurovision è visione. Eurovision è un po’ gabbia di matti, un po’ affaccio sul futuro. Parola di Lucio Corsi, che quest’anno rappresenta l’Italia e che sabato 17 maggio porterà il suo mondo surreale e onirico sul palco della finale dell’Eurovision Song Contest 2025 con la sua canzone “Volevo essere un duro”. 

Durante la conferenza stampa di giovedì 15 maggio, Lucio ha raccontato la sua esperienza a Eurovision con lo stile che lo contraddistingue: diretto, spontaneo e con quell’ironia tutta sua che trasforma ogni risposta in una piccola narrazione. A partire dal caso dell’armonica nella sua prima performance: “Boh, volevo suonare a caso”, ha detto sorridendo, commentando l’uso dello strumento nonostante il regolamento ne vieti l’esecuzione dal vivo. 

Non c’era nessuna provocazione, solo il desiderio di seguire un istinto creativo. Ed è proprio questo lo spirito che Lucio vede nell’Eurovision: “Qui puoi inventarti quello che ti pare – luci, inquadrature, costumi, simboli. È il posto dove ognuno porta la sua idea di musica. Più sono diverse, meglio è”. 

Nel corso dell’incontro, il cantautore toscano ha sottolineato anche quanto questa esperienza sia significativa sul piano personale oltre che professionale: “Voglio farmi conoscere anche fuori dall’Italia, portare la mia musica in giro, suonare in altri paesi”. 

Non poteva mancare una domanda sui sottotitoli, scelti per accompagnare il testo della sua canzone durante la performance. “Mi piace che si portino pezzi con un significato profondo. I sottotitoli aiutano, ma ogni lingua ha la sua musicalità. È giusto che resti.”
Un messaggio chiaro: l’identità culturale non si traduce, si condivide.
 

Alla vigilia della finale, Lucio si dice tranquillo: niente scaramanzie, solo stretching. Ma non manca mai un dettaglio simbolico: come il nome “Andy” scritto sotto la scarpa, proprio come a Sanremo, a conferma di una coerenza artistica che accompagna ogni sua apparizione pubblica. 

Tra le performance che lo hanno colpito, Corsi ha citato con entusiasmo il Portogallo: “Bravi, belli. Mi è piaciuta”. Ma più che gare e classifiche, per lui Eurovision è un’occasione di espressione totale, una vetrina dove si incrociano stili, estetiche, culture. 

E così, questa sera – sabato 17 maggio – Lucio salirà sul palco di Basilea con la sua estetica lisergica, il suo universo a metà tra sogno e realtà, la sua idea di musica libera da qualsiasi schema. In un evento che mette in scena l’Europa più creativa, Lucio Corsi c’è, pronto a portarci nelle sue visioni.

Umberto 

 


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