Arci Bellezza: un luogo di Musica nel cuore di Milano

Scritto da il 9 Settembre 2026

A Milano esistono spazi che sono molto più di semplici locali.  Arci Bellezza è uno diquesti.

Nato all’interno della rete ARCI, una delle più importanti associazioni culturalie di promozione sociale italiane, il circolo rappresenta da anni un punto di riferimentoper chi cerca musica dal vivo, cultura, inclusione e occasioni di incontro. L’obiettivo di ARCI è quello di creare luoghi aperti alla partecipazione, dove l’arte e la cultura diventano strumenti per costruire comunità, favorire il dialogo e dare spazio a nuove idee e nuovi talenti. A pochi passi dalla nostra università, in via Bellezza, si trova il circolo Arci Bellezza.  Arci Bellezza interpreta questa missione attraverso una programmazione che unisce concerti, dj set, incontri, spettacoli e iniziative culturali rivolte a pubblici diversi, mantenendo uno sguardo attento sia agli artisti emergenti sia ai grandi nomi della scena internazionale. Oggi questa realtà ce la racconta Alberto Molteni che coordina e gestisce artisticamente il circolo.

1) Raccontati, come mai ti sei avvicinato alla musica, come e quando?

Sono nato e cresciuto in Brianza. Durante gli anni del liceo suonavo la batteria nella cover

band della scuola, intervistavo per alcune testate locali nelle loro sale prova i tantissimi artisti

della scena locale, facevo kilometri nella nebbia verso i primi concerti da vedere con gli

amici nei club della provincia: mi sono presto innamorato della musica dal vivo, passione di

cui ho sempre voluto fare il mio lavoro. Mi sono iscritto alla facoltà di Economia per lo

Spettacolo (che mi ha portato anche all’Università Bocconi con il corso di ACME), ho aperto

la Partita IVA e ho iniziato a lavorare, bussando a tutte le porte che incontravo, in Italia e

all’estero.

Da oltre 15 anni sono freelance e mi occupo di organizzazione di spettacoli, progettazione in

ambito culturale, art direction e produzione eventi: negli anni ho avuto la fortuna di ricoprire

tanti ruoli fantastici, vedere cose bellissime e vivere esperienze che non avrei mai

immaginato. Sono stato responsabile comunicazione di grandi club e festival come Alcatraz

Milano e Carroponte, ho girato il mondo lavorando nel circuito di grandi spettacoli e

cerimonie olimpiche per Balich Worldwide Shows tra Arabia Saudita, Indonesia e Perù, mi

sono occupato di tanti progetti e migliaia di concerti in collaborazione con alcuni tra i

maggiori contesti artistici della scena musicale italiana. E poi qua e là tanti clienti occasionali

ma altrettanto interessanti e con cui sono cresciuto, negli ambiti audiovisivo, mostre, poesia,

moda, food & beverage, letteratura, cinema.

2) Per chi non conosce Arci Bellezza, come lo racconteresti in poche parole?

Arci Bellezza è un circolo ricreativo, uno spazio ibrido, una casa, un live club, un presidio di quartiere, un bar con ristorazione popolare, una scuola per corsi e tanto altro. Per tanti rappresenta un autentico “terzo luogo”, uno spazio in cui la dimensione locale dialoga costantemente con una programmazione di respiro internazionale, creando un arricchimentoreciproco. È un posto in cui concedersi il tempo di fermarsi, lasciarsi sorprendere da nuove proposte – musicali e non solo – e incontrare persone con cui condividere interessi, curiosità e affinità.

3) Arci è una realtà storica che va oltre la musica. Quali sono i valori che cercate di trasmettere ogni giorno attraverso la vostra programmazione?

Se dovessi scegliere alcuni dei valori che fanno parte del nostro statuto e che muovono anche la programmazione artistica direi l’ampia accessibilità, la partecipazione inclusiva, l’universalità del linguaggio musicale, l’importanza del confronto, l’uguaglianza tra soci.

4) Costruire una stagione di eventi significa raccontare una visione. Qual è il filo conduttore che lega la programmazione di quest’anno?

Nel lavoro di programmazione che porto avanti provo a occuparmi ogni giorno di tutti i progetti “importanti”, ovvero quegli act che con la loro musica hanno fatto, stanno facendo o ritengo faranno presto “qualcosa di importante” appunto. Cerco progetti che escano dagli standard, dalla verticalità del quotidiano, che possiedono un valore speciale, una capacità peculiare di entrare in contatto con la dimensione emotiva delle persone. Questo filo conduttore unico si arricchisce con una varietà strutturale della programmazione, frutto al contempo di diversi aspetti: vogliamo raggiungere nicchie di fan che faticano a trovare spazia datti dove incontrare le loro band del cuore, in un “mercato” veloce che richiede di essere continuamente sollecitati dalle nuove proposte. Poi c’è la collaborazione “dal basso” a cui sono molto affezionato, con tanti professionisti, volontari, collettivi, crew, piccoli promoter, etichette DIY, da tutta Italia e non solo. Per questa stagione sono anche molto contento del fatto che per la prima volta – dopo le rassegne più occasionali e gli episodi degli scorsi anni – avremo finalmente un circolo letterario stabile, un cineforum e un format di stand up comedy attivi mensilmente, i quali si affiancheranno agli appuntamenti continuativi già presenti della slam poetry e della jam di jazz.

5) Chi frequenta oggi Arci Bellezza? È cambiato il vostro pubblico negli ultimi anni?

In questi anni sono cambiate tante cose, ma forse molto più fuori dal Bellezza che dentro. Tanti spazi hanno chiuso per non riaprire mai più o essere sostituiti da valide alternative, la pandemia ha stravolto completamente abitudini e vita di giovani e meno giovani, si sono evoluti i gusti musicali delle persone che sono cresciute nel tempo, è cresciuto il mercato musicale dei grandi eventi proporzionalmente al a velocità della discografia usa-e-getta, le possibilità economiche per molti si sono ridotte e così via. Nel complesso direi che negli ultimi anni il circolo ha approfittato di ogni potenziale difficoltà per raccogliere sfide da vincere, crescendo e resistendo per i tanti soci che continuano ad esserci e farne parte.

6) Guardando ai prossimi anni, dove immagini Arci Bellezza? Qual è la sfida più grande e quale invece il sogno nel cassetto?

Vorrei nei prossimi anni Arci Bellezza continuasse ad ampliare la sua rete di rapporti con partner, enti e realtà importanti a livello artistico, tecnico e istituzionale, diventando ancora più di oggi un riferimento per le categorie che rappresenta, come i live club piccolo/medi e le associazioni no-profit di terzo settore. Le sfide più grandi sono e restano due, una verso l’esterno e una verso l’interno. La prima è quella di mantenere prioritaria la vocazione a creare una socialità “mancante” (elemento che continua sempre più a perdersi, forse, in città); la seconda è la diffusione di consapevolezza verso i soci stessi, che vivano gli spazi e l’associazione come qualcosa di proprio, a cui contribuire in prima persona con idee, supporto, presenza costanti (quindi lontani da fruizioni occasionali e disinteressate).Entrambe questi obiettivi, in ogni caso, portano la nostra visione fuori dalle quattro mura fisiche di Via Bellezza, affacciandosi al mondo, crescendo, lasciandosi contaminare – senza cambiare però mai natura e principi.

7) C’è un artista che sogni di portare sul palco di ARCI?

Decisamente i Fine Before You Came.

8) Quali sono gli appuntamenti della prossima stagione che, secondo te, nessuno dovrebbe assolutamente perdere?

Onestamente solo nei primissimi mesi di stagione ci sono alcuni nomi da non perdere per nessuna ragione: Orchestre Tour Puissant Marcel Duchamp, Tyto, Destroyer, Dinamarca,Gazebo Penguins, Sessa, Don Letts, The Lemonheads, Azymuth, La Yegros, My New Band Believe, Imarhan, feeble little horse, Westside Cowboy, deary, Girls in Hawaii, Sondre Lerche, Grace Cummings, Slift, System Olympia, John Grant.

Per saperne di più checkate il calendario … e ci vediamo all’Arci!

https://arcibellezza.it/eventi/mese/2026-09/


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