Paolo Sorrentino al Salone del Mobile

Scritto da il 12 Aprile 2025

Paolo Sorrentino e la sua Dolce Attesa

“Tra le peggiori sventure della vita c’è l’attesa.”

L’attesa di un referto, di un responso medico. Quando si attende il proprio destino, tutto il resto svanisce: non si riesce a fare altro che aspettare.

Così Paolo Sorrentino presenta la sua Dolce attesa al Salone del Mobile 2025, offrendo una nuova lettura di cosa significhi aspettare e risvegliando nello spettatore le sensazioni vissute da chi attende, da chi spera. Entrando nell’installazione, si viene accolti da un personale gentile, quasi troppo. Una gentilezza forzata, come spesso accade in ambito ospedaliero: una compassione standardizzata, un conforto quasi di protocollo. Dopo l’accettazione, si entra in una stanza. Al centro c’è un cuore, visibile attraverso vetri trasparenti. Un infermiere invita a sedersi su alcune poltrone. Intorno, solo silenzio e un battito costante, che ti entra nel petto. È questo il cuore dell’opera. Si può scegliere di vivere l’attesa semplicemente, lasciandosi attraversare dal tempo, senza sapere cosa arriverà: un esito positivo o uno negativo. Oppure si può essere travolti dall’ansia, da quel battito rimbombante che ti consuma da dentro. Alla fine, un altro infermiere accompagna all’uscita. Sempre con il sorriso. Si torna così alla vita di tutti i giorni. Ma qualcosa è cambiato. Quello che ti lascia questa installazione è uno sguardo nuovo sulla vita. L’attesa, che sia per una diagnosi o per qualsiasi altra cosa, non dovrebbe condizionare il nostro presente. Non dobbiamo vivere sospesi, in funzione di un “sì” o di un “no”. Bisogna lasciarsi andare, godersi il viaggio.

“Un piccolo viaggio, come da bambini, su giostre rassicuranti.”

Edoardo


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