Vision Open Air torna a Milano: all’ex Macello l’estate elettronica inizia qui.

Scritto da il 12 Maggio 2026

Ci sono eventi che non si limitano a riempire un calendario, ma lo inaugurano. Vision Open Air è uno di questi. Per il terzo anno consecutivo, la rassegna milanese segna l’inizio della stagione elettronica open air, trasformando gli spazi dell’ex Macello in un punto di riferimento per il clubbing internazionale. Ma il 2026 non sarà un anno qualsiasi: sarà l’ultimo capitolo di questo ciclo, prima della riqualificazione definitiva dell’area.

Dal 1° maggio al 5 settembre, Vision costruisce una narrazione sonora che attraversa house, techno e tutte le loro contaminazioni, con una line-up che unisce grandi nomi globali e concept artistici sempre più strutturati.

Ad aprire la stagione, venerdì 1° maggio, è Ilario Alicante con LINK, un progetto che va oltre il semplice dj set. Qui la relazione tra artista e pubblico diventa elemento centrale: un flusso continuo di energia, visualizzato anche scenograficamente attraverso il simbolo “/”, pensato non come separazione ma come connessione. Un’idea che riflette perfettamente lo spirito di Vision, sempre più orientato verso esperienze immersive piuttosto che semplici eventi .

Dopo l’opening, il calendario entra subito nel vivo. Il 16 maggio arriva per la prima volta a Milano Mochakk Calling, format globale che negli ultimi anni ha registrato sold out in città come New York, Amsterdam e Sydney. Il dj e producer brasiliano, esploso con tracce virali e una presenza costante nei festival più importanti del mondo, porta all’ex Macello uno degli eventi più richiesti della scena elettronica contemporanea .

Giugno si divide tra due appuntamenti distinti ma complementari. Il 13, con East End Dubs e Franky Rizardo, Vision punta su una linea più club-oriented, tra deep tech, minimal house e techno elegante: un richiamo diretto alla tradizione del clubbing europeo, da Londra a Ibiza . Pochi giorni dopo, il 19 giugno, cambia completamente registro con ¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U, artista giapponese capace di fondere techno, performance e arte visiva, incarnando una visione più sperimentale e multidisciplinare della musica elettronica .

Dopo la pausa estiva, Vision Open Air torna il 5 settembre con una chiusura che è quasi un manifesto: Charlotte de Witte. Considerata una delle figure più influenti della techno globale, la dj belga rappresenta perfettamente l’evoluzione del ruolo dell’artista elettronico, ormai sempre più vicino a quello di una rockstar contemporanea .

Al di là dei singoli nomi, ciò che rende Vision Open Air un caso interessante è il rapporto con lo spazio che lo ospita. L’ex Macello non è solo una location suggestiva, ma un esempio concreto di come la cultura musicale possa contribuire alla rigenerazione urbana. In questi anni, la rassegna ha trasformato un’area post-industriale in un polo temporaneo di aggregazione, ridefinendo il modo in cui Milano vive i suoi spazi aperti.

Il 2026 segna quindi un passaggio: la fine di un ciclo e l’inizio di qualcosa di nuovo. Se negli anni Vision è diventato un punto fermo dell’estate elettronica italiana, questa ultima stagione all’ex Macello assume inevitabilmente il sapore di un finale da vivere fino in fondo.

Perché, come spesso accade con i luoghi e gli eventi che funzionano davvero, non è solo una questione di musica. È una questione di momento. E questo, a Milano, inizia da qui.


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