I MIGLIORI COMPAGNI PER LE TUE SERATE ESTIVE ? I GRANDI FILM DEL DECENNIO 80-90!
Scritto da Redazione Radio Bocconi il 27 Giugno 2026
Nel periodo estivo il tempo libero può spesso passare dall’essere il desiderio di un anno intero a motivo di noia. Per evitarvi questa possibilità, il mio più sentito consiglio è quello di recuperare i film che hanno segnato gli anni 80, quei film che sono sicuramente compagni ideali per una serata estiva, da soli o in compagnia.
Tra le pellicole di cui si compone la lista che state per leggere figurano vari generi, proprio perchè il decennio 80-90 è ricchissimo di novità. È il periodo in cui i grandi blockbuster, spesso destinati a diventare poi franchise, si diffondono in tutto il mondo, ma anche quello in cui moltissimi grandi registi – vere e proprie leggende del cinema – firmano i propri capolavori.
Ed è proprio a partire da un grande regista, uno che il cinema l’ha rivoluzionato, che iniziamo a parlare dei film anni 80: Steven Spielberg. se non avete mai visto i primi tre Indiana Jones, è decisamente arrivato il momento di recuperarli. Spielberg è il regista che, forse più di chiunque altro, ha definito il concetto di blockbuster, e lo ha fatto anche attraverso il personaggio di Indiana Jones.
I predatori dell’arca perduta, Il tempio maledetto e L’ultima crociata compongono una trilogia davvero geniale, nella quale possiamo trovare tutte le caratteristiche dei grandi film: azione, umorismo, avventura e riflessione. Si tratta di opere fondamentali non solo del cinema anni 80, ma dell’intera storia del cinema. Tuttavia, non sono le uniche perle che ci ha regalato Spielberg, che in quegli stessi anni ha anche prodotto e diretto E.T. L’extraterrestre e Il colore viola. Ad ogni modo, se ancora non avete visto i primi tre Indiana Jones – sicuramente i migliori della saga – recuperateli al più presto, perchè non conoscere questi film rappresenta una lacuna per qualsiasi appassionato di cinema.
Gli anni 80 sono inoltre grandi anni per il cinema fantascientifico e dell’orrore. Come non parlare, allora, dei capolavori di John Carpenter e di David Cronenberg? Il primo firma in questi anni dei veri e propri cult come La cosa, Grosso guaio a Chinatown, 1997: fuga da New York ed Essi vivono. Non stiamo parlando di semplici film, ma di opere che hanno segnato per sempre la cultura pop e che hanno trasformato Kurt Russel in un’icona a livello mondiale.
Nonostante il sottoscritto abbia una netta preferenza per il cinema di Carpenter, Cronenberg non è di certo da meno. Quest’ultimo, infatti, nello stesso periodo realizza delle pietre miliari del genere horrorfantascientifico come La mosca, Videodrome e Scanners: lavori a cui chiunque dovrebbe guardare con fascinazione e ammirazione assoluta.
Non finisce qui. Gli anni 80 sono anche gli anni di Stanley Kubrick, che continua a non sbagliare un film, come se ci fosse bisogno di dirlo, e che, proprio in un momento in cui molti nuovi registi si stanno imponendo nel panorama mondiale, gira due capolavori assoluti. Il primo è Shining, uno delle più grandi opere horror di sempre, che, seppur tratta dall’omonimo racconto di Stephen King, riesce allo stesso tempo astravolgerlo profondamente, raccontando con inquadrature perfette una storia forse ancora più profonda di quella che propone il romanzo. Il secondo lavoro firmato Kubrick è Full Metal Jacket, su cui non voglio dilungarmi, e di cui mi limiterò a dire che è uno dei più grandi film di guerra mai realizzati.
Nel decennio 80-90 continua la sua ascesa nella storia del cinema anche Martin Scorsese, che in questi anni dirige delle pellicole semplicemente stupende, ma spesso non ricordate tra i capolavori del regista. In questo periodo il regista newyorkese oltre al celeberrimo Toro Scatenato, realizza anche Fuori Orario, L’ultima tentazione di Cristo e soprattutto Re per una notte, che considero uno dei suoi migliori film. Con questa pellicola Scorsese mette in scena una brillante sceneggiatura di Zimmermann, che con Rupert Pupkin ha inventato un personaggio geniale, a cui si sono ispirati poi in moltissimi. A rendere il protagonista così indimenticabile è contribuisce anche la straordinaria interpretazione di Robert De Niro, che, dopo Taxi Driver, torna a vestire i panni di un altro soggetto emarginato dalla società, che, proprio come Travis Bickle,cerca di uscire dalla sua condizione, anche se in modo completamente diverso e del tutto originale.
Si potrebbe parlare ancora a lungo degli anni 80, che sono anche il momento di David Lynch, autore di The Elephant Man e Blue Velvet; di Brian De Palma, spesso ricordato solo per Scarface – remake del capolavoro di Howard Hawks – ma che nello stesso periodo dirige opere straordinarie come Gli Intoccabili, Blow Out eVestito per uccidere.
Sono inoltre gli anni in cui Tim Burton inizia a lanciare la sua carriera con Beetlejuice e il primo dei suoi Batman, spesso non sono riconosciuti come meritano e che non hanno nulla da invidiare alla saga di Nolan.
Sono infine gli anni di moltissime grandi commedie: quelle di John Hughes, di John Landis, di Woody Allen, del trio Zucker-Abrahams-Zucker, di Carlo Verdone e dei Monty Python, che proprio in questo periodo firmano la loro ultima opera: Monty Python – Il senso della vita.
In queste poche righe è racchiusa soltanto una piccola parte di quello strepitoso decennio cinematografico che va dal 1980 al 1989: un periodo che ha segnato un’epoca e che ci segna ancora oggi, a cui molti fanno riferimento senza nemmeno rendersene conto.